Osservazioni al PGTU con Legambiente e WWF 

 

 Le proposte di intervento previste dal PGTU all'interno dei singoli bacini si riferiscono a una razionalizzazione dei flussi di traffico con un auspicabile spostamento di quote di domande di mobilità dal trasporto privato a quello collettivo.

Purtroppo i modelli e le soluzione ottemperate non tengono conto di molte variabili che caratterizzano e incidono in maniera determinante nella quotidianità e la vita anche notturna della nostra metropoli.

La presenza di molti locali notturni sul territorio di intervento, ad esempio, alimenta la presenza di parcheggi abusivi che limitano il flusso normale del traffico oltre che, riducendo le carreggiate, anche il passaggio di autobus inficiando già in partenza un progetto che si basa su interventi di razionalizzazione piuttosto che di diminuzione progressiva del numero di auto private circolanti.

Per esempio la pedonalizzazione di Largo Sermoneta nel primo tratto di Via Caracciolo in una zona di forte attrazione turistica ricca di ristoranti andrebbe certamente accompagnata da un rafforzamento delle linee degli autobus su Via Posillipo e da un relativo divieto di sosta su ambo i lati della strada per permettere il passaggio degli stessi.

Un altro problema inerente alla presenza di locali notturni e da mercatini che anche durante il giorno fungono da attrattori del traffico è riscontrabile nella zona di Piazza de Martiri e relative traverse come Via Carlo Poerio e Via Cavallerizza sino e oltre Piazza San Pasquale dove sarebbe opportuna una totale pedonalizzazione delle strade con accesso, ovviamente, ai soli residenti e alle funzioni di scarico e carico delle merci in orari rigorosamente definiti e rispettati.

Nel bacino centrale viene del tutto tralasciato il problema di Montesanto: zona strategica dal punto di vista dei collegamenti su ferro con altre zone della città oltre che per la presenza di un ospedale, di un mercato e di numerose scuole. In merito ai collegamenti a Montesanto, come ben sapete, è presente una metropolitana (che attraversa l'intera città), il capolinea della Cumana che collega il centro con Corso Vittorio, Fuorigrotta, Bagnoli, Pozzuoli, Lucrino, Torregaveta, il capolinea della Circumflegrea che collega il centro con Soccavo, Pianura, Licola e di una funicolare che collega la zona con il Vomero, zona San martino. Sarebbe opportuno, come abbiamo più volte suggerito, che Montesanto fosse quindi collegata con il bacino di utenza del centro con dei mini autobus che invogliassero gli abitanti del Corso Umberto o quelli di Via Duomo, a salire al Vomero o ad andare a Fuorigrotta con la funicolare o la cumana piuttosto che con mezzi propri.

A Via Duomo, ancora, non è previsto nessun intervento significativo, nonostante la strada sia di primaria importanza sia dal punto di vista turistico per la presenza della cattedrale e di molti negozi per i corredi, abiti da sposa e cerimonie in genere tali da attirare molte auto dalla provincia. Vi è inoltre la presenza della Curia e non a caso la strada è spesso bloccata dalle manifestazioni dei disoccupati o da manifestazioni di altro genere. Anche a Via Duomo, strada inquinatissima dal punto di vista acustico e per le alte concentrazioni di benzene nell'aria , come da dati dell'Istituto Tumori di Genova, Dipartimento di Chimica Ambientale elaborati col Comitato Mamme Antismog®, è previsto il parcheggio da ambo i lati della strada che termina da un lato in Via Foria sfociando in un'altra direttrice di traffico altamente trafficata e inquinata.

Anche gli interventi al Vomero e a Fuorigrotta sono veramente esigui rispetto al fatto che entrambe i quartieri sono certamente super serviti da trasporti pubblici di ogni tipo:al Vomero abbiamo tre funicolari più quella della zona residenziale di Via Manzoni ( che potrebbe essere molto meglio collegata rinforzando la flotta di autobus di zona) , una metropolitana, una fermata della Circumvesuviana a Via Piave e autobus di quartiere e interquartiere. Senza ulteriori interventi, l'isola pedonale di Via Scarlatti fortemente voluta dai comitati del Vomero e certamente un successo per i cittadini, ha rovesciato i flussi di traffico su un anello circolare esterno, come su Via Luca Giordano o Via Cimarosa che è diventata un asse di attraversamento principale, anche di autobus turistici che vanno a San Martino) che mal si concilia in un quartiere cosi popolato e a ridosso di una giardino quale unica valvola di sfogo e di verde per gli abitanti( La Floridiana). Con accorgimenti più coraggiosi e incisivi di limitazione delle auto, il Vomero potrebbe divenire un quartiere modello a grande riduzione del traffico.

Lo stesso si può dire anche per Fuorigrotta servita dalle Ferrovie dello Stato, dalla Metropolitana, da più fermate della Cumana, dalla presenza di un parcheggio di interscambio abbandonato sotto lo Stadio San Paolo...

In entrambe i casi non si tratta di quartieri dormitorio, ma di quartieri con una vita propria con ospedali, università, scuole, centri sportivi, mercati ... che potrebbero godere appieno di spazi verdi, zone pedonali, minore inquinamento acustico,aria più pulita e una migliore qualità della vita con degli accorgimenti che mirino a lasciare le auto a casa ...

Non dimentichiamo poi la necessità di trasportare le biciclette sulle metropolitane, funicolari e cumane,permesso non ancora accordato per le bici per le quali ancora non sono state fatte le corsie protette; il prolungamento degli orari di servizio delle metropolitane, cumane e funicolari almeno fino alle ore una di notte adeguandosi all'uscita dell'ultimo spettacolo dei cinema o dei teatri.

E poi vi è la presenza in città di motorini contro i quali non si può praticamente nulla: i motorini bruciano al massimo il 70% della miscela consumata emettendo la rimanente parte con la relativa percentuale di idrocarburi aromatici e particolati da incompleta combustione dell'olio di lubrificazione dallo scarico, con qualche minima riduzione dovuta al catalizzatore causando una mole di inquinamento elevata: tanto più che l'agilità del mezzo e la tendenza di chi lo usa sono tali da favorire la circolazione in ambiti normalmente inaccessibili alle auto come marciapiedi e aree pedonali.

Noi crediamo che da un'attenta analisi del piano confrontata ad una quotidianità largamente vissuta da tutti noi si evinca uno sforzo che giostra ancora troppo su dei sistemi di incanalizzazione dei flussi, ma ancora troppo poco su una diminuzione rigorosa degli stessi anche laddove si tratti di quartieri largamente serviti da mezzi pubblici su rotaia e su gomma.

 
    Home  
Per informazioni e adesioni scrivi a: titti.tidone@mammeantismog.org